LA FORTEZZA MEDIEVALE

Il Mulino

A presidio del suo territorio e a salvaguardia di altri opifici artigianali, la comunità dell’ “inclitae terreae Montis Fortini, seu Fortinopolis” edificò intorno al XV sec. una massiccia costruzione fortificata.

Posta sulla riva destra del Tenna, poco lontano dal luogo in cui il fiume riceve le acque degli affluenti Ambro e Cossudro.

Il mulino fortificato controllava l’imbocco della valle che conduce alle Gole dell’Infernaccio e di quella in cui ha sede il famoso e antico santuario della Madonna dell’Ambro.

Fortificare un mulino diventò nel Medioevo una necessità , per salvaguardare l’attività molitoria, indispensabile per la sopravvivenza delle Comunità.

Il mulino veniva trasformato in fortezza, perché era quello che doveva garantire il fabbisogno di farina a tutta la popolazione e perché aggregava altri laboratori artigianali che utilizzavano la forza idrica come la gualchiera, la tintoria, il maglio: bisognava difenderlo per evitare, una volta danneggiato gravi problemi all’economia locale.

E’ l’unica struttura molinatoria rimasta intatta nel territorio di Montefortino e per lunghi secoli ha svolto un ruolo primario nell’evoluzione socio-economica del paese.

La sua tipologia edilizia costituisce un mirabile esempio di fortificazione quattrocentesca attuata da maestri lombardi , specialisti sui procedimenti di edificazione in mattoni : essi creano elementi di particolare valore strutturale ed estetico, oggi decifrabili nella loro complessa stilistica.

Il manufatto a pianta rettangolare, ha paramenti murari in laterizio con un’ampia base a scarpa che termina su un marcapiano, il corpo superiore, a forma di parallelepipedo, si conclude con copertura a padiglione.

Nel versante orientale si evidenziano i quattro fornici delle “bocche di scarico” per il deflusso dell’acqua che con un breve percorso ritorna al fiume di origine.

Sulla parete d’ingresso, intorno al XVII sec. circa, è stato aggiunto un piccolo corpo in muratura mista con copertura ad una falda innalzato in prossimità del muro batti ponte che in origine delimitava il fossato.

Quindi originariamente tutta la porzione basale del mulino era circondato dal fossato, sul modello del castello feudale.

L’accesso all’interno inizialmente era reso possibile solo attraversando un ponte levatoio e sul portale d’ingresso sono ancora visibili le scanalature di scorrimento della saracinesca, per ostruire il passaggio ad eventuali nemici

L’edificio ha un significativo radicamento nella memoria collettiva dei fortinesi che considerano l’antico mulino una delle maggiori bellezze del luogo, espressione della propria identità.

La nostra famiglia si tramanda di padre in figlio da secoli questo magnifico mulino, che mantiene ancora intatta la sua originale struttura.

Potrete ammirare la maestosità di questa particolare costruzione che si eleva verso l’alto contornato dalla cornice dei Monti Sibillini.

All’interno abbiamo mantenuto, dopo la ristrutturazione, i particolari del mulino fortificato che lo rendono unico: potrete osservare le feritoie poste nei punti strategici per una difesa armata, gli archi delle volte reali con le loro pietre a “goccia”, la fenditura nel muro situata all’ingresso da cui scendeva la grata in ferro che non permetteva l’entrata  dei nemici e l’originale portone in noce che non ha subito il peso dei secoli che ha attraversato.

All’esterno è ben visibile ancora oggi la ruota con le pale, mossa dalle fresche acque del fiume Tenna, si possono inoltre visitare le antiche macine a pietra ancora funzionanti che da secoli provvedono alla molitura di grano e granturco, rilasciando quell’inconfondibile profumo di farina che si spande in tutto il mulino.